SEO: spunti per la redazione di un contratto di consulenza

Il professionista SEO (“Search Engine Optimazation”) è colui che si occupa di aumentare la visibilità di un sito internet migliorandone la posizione sui motori di ricerca.
Il Contratto di consulenza che il professionista SEO sottoscrive con l’azienda cliente, non è previsto espressamente dal nostro codice civile e molto spesso il professionista decide di utilizzare unicamente il preventivo come accordo definitivo con il Cliente.
1. Perché invece è opportuno che il consulente SEO preveda un contratto ad hoc?
La predisposizione di un contratto di consulenza permette ad entrambe le parti coinvolte di essere maggiormente tutelate, infatti il contratto:
– Descrive puntualmente i servizi offerti;
– Offre una maggiore garanzia per il pagamento del prezzo (necessario per l’eventuale recupero del credito in via giudiziale);
– Può prevede alcune esenzioni delle responsabilità;
2. Che forma deve avere il contratto?
Si tratta di una semplice scrittura privata, quindi per essere valida è sufficiente la firma di entrambe le parti.
3. A che tipologia di contratto può essere equiparato?
Il contratto di consulenza SEO può rientrare tra i contratti di fornitura di servizi (ex art. 1561 ss c.c.) attraverso cui il professionista SEO si obbliga, verso il corrispettivo del prezzo, ad eseguire uno o più servizi per il cliente (non c’è un rapporto di subordinazione del professionista rispetto al cliente);
4. Obbligazione di mezzi o obbligazione di risultato?
Come tipologia di contratto, il contratto di fornitura di servizi in generale potrebbe integrare sia l’uno che l’altro tipo di obbligazione. Tuttavia l’obbligazione del consulente sarà di mezzi e non di risultato. L’esperto SEO si obbligherà, quindi, ad attuare determinate azioni, coerenti e preventivamente stabilite, ma non potrà garantire un risultato certo in termini di successo del suo operato. Chi fornisce il servizio di ottimizzazione per i motori di ricerca deve quindi essere estremamente cauto negli impegni che offre ai propri clienti, e nelle obbligazioni che va ad assumersi nei confronti di quest’ultimi, affinché il contratto preveda le più ampie garanzie per lui e ovviamente raggiunga i risultati sperati dal cliente.
5. Cosa deve necessariamente contenere un contratto di consulenza SEO?
Il contratto è un documento legale, deve essere a norma di legge ed utilizzare un linguaggio specifico:
Cliente:
Deve essere chiaramente indicato chi è il destinatario della consulenza ed individuato il soggetto che ha il potere di firma, il quale non obbligatoriamente è il referente, sia che si tratti di un singolo professionista ma soprattutto nel caso di società, agenzie e network di professionisti.
Motore di ricerca su cui vogliamo posizionarci:
È evidente che non si può dare per scontato che sia unicamente Google.
Oggetto del contratto:
Nel contratto saranno stabilite le attività che il SEO andrà a svolgere in base alle esigenze del cliente, all’analisi svolta sul sito, e a tutto ciò che è stato definito in fase di trattativa.
Per ogni servizio deve essere specificata anche la durata e l’eventuale costo.
Materiali:
 prodotti dal consulente SEO: copy, piani editoriali, report di analitycs, vanno definiti le tempistiche e le condizioni per il trasferimento di proprietà intellettuale.
forniti il cliente: possiamo aver bisogno di creatività da allegare ad un articolo del blog. Oppure di un testo per creare un articolo che faccia lo storytelling dell’azienda. Bisogna definire qualità del materiale che il cliente deve trasmettere, così come le tempistiche. Tutto questo per evitare di subire l’inerzia del cliente stesso.
revisione: se il professionista si occupa di redigere articoli, si devono stabilire delle regole in merito al numero di revisioni possibili. Le modalità di revisione, che possono variare in funzione di come sono stati scelte le tematiche, le keywords, gli H2. E anche qui bisogna definire i tempi di risposta da parte del cliente.
Credenziali di accesso e documenti riservati:
bisogna stabilire il principio di riservatezza dei dati di cui si viene a conoscenza.
Es. il professionista si impegna a cancellare le credenziali del cliente una volta finito il rapporto di collaborazione. Ma il cliente cambierà a sua volta le password.
Comunicazioni:
da un lato bisogna tutelarsi imponendo la comunicazione scritta. Il mezzo da privilegiare è l’e-mail. È necessario anche stabilire delle regole su quante comunicazioni extra possono essere fatte e in che tempi si debba rispondere.
Informativa privacy per il GDPR:
Allegato al contratto di consulenza il professionista è tenuto a fornire un’informativa privacy adeguata al Regolamento Ue n.679/2016 (cd. “GDPR”) in cui sono descritte le basi giuridiche del trattamento.
Esoneri di responsabilità: 
per tutte quelle situazioni che non sono prevedibili e controllabili:
Aggiornamenti dell’algoritmo del motore di ricerca
situazioni eccezionali che si ripercuotono sulle abitudini dei navigatori on-line. Per cui il motore di ricerca fa scendere o salire d’importanza le keyword in funzione delle query degli utenti;
materiale che ci dà il cliente: se ad esempio sono immagini e sono coperte da copyright non ce ne assumiamo la responsabilità
Clausole vessatorie:
avendo la particolarità di limitare la libertà delle parti, il codice civile stabilisce che necessitano ognuna di una firma specifica, altrimenti sono nulle. Vanno comunque utilizzate perché ci tutelano:
– Il recesso per il cliente, se previsto, e le modalità per esercitarlo;

– La risoluzione del contratto in caso di cliente inadempiente;

– l’indicazione del foro competente per le eventuali controversie legali.

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