Progettare un e-commerce: adempimenti e obblighi legali

Avv. Benedetta Maria D’Alessandro

Aprire un negozio on line comporta il dover rispettare diversi obblighi e numerosi adempimenti burocratici che spesso disincentivano i nostri imprenditori.
Tuttavia, il commercio elettronico, soprattutto in questo periodo, riveste grandi potenzialità di business. Il 2020, infatti, al netto delle categorie in crisi e al calo generalizzato dei consumi è l’anno “in cui tutti gli italiani scoprono la possibilità di acquistare online”. Secondo il report annuale della Casaleggio e Associati questo sarà l’anno in cui, chi saprà interpretare questo momento potrà raccogliere nuovi clienti da fidelizzare nel tempo, nonché l’anno in cui apriranno il canale online anche i negozi locali.
Questo trend di crescita rispecchia i dati degli anni precedenti, nel 2019 infatti, in Italia le imprese attive che si sono registrate con codice ATECO relativo al commercio online sono il 20% in più rispetto a quelle registrate nel 2018 e la diffusione dell’online tra la popolazione dai 2 anni in su ha raggiunto quota 70%.
Nello specifico, a quali adempimenti legali dovrà adeguarsi l’imprenditore che intende iniziare un’attività on line?
Con il termine e-commerce si comprendono tutte le attività e operazioni commerciali effettuate per via elettronica. Rientrano nel concetto di e-commerce la vendita di beni e servizi, la distribuzione di contenuti digitali nonché le operazioni finanziarie e di Borsa.
In particolare, la vendita online si realizza tramite piattaforme CMS (software proprietari/open source) su cui il venditore carica i propri prodotti e servizi.
A seconda del tipo di cliente si parlerà di B2B (Business to Business) o di B2C (Business to Consumer). La principale differenza, da un punto di vista legale, è che nel caso il sito sia riferito unicamente a rapporti B2B non si applicherà il Codice del Consumo. In particolare, non sarà previsto il diritto di recesso e la garanzia legale, inoltre le parti avranno libertà contrattuale nello scegliere il foro competente e maggiore libertà per la messa in sicurezza delle pagine del sito.
Vi sono però obblighi, soprattutto informativi, che ai sensi del D.Lgs. 70/2003 (Decreto sul Commercio Elettronico) devono essere rispettati e considerati per iniziare un’attività commerciale online, a prescindere che si tratti di ambito B2B o B2C.
Creare un e-commerce e renderlo efficace e redditizio richiede, quindi, il rispetto di alcuni requisiti di legge ed è sempre necessario avviare un percorso di adeguamento ed è fondamentale farsi assistere fin dal momento della progettazione.
Infatti, seppur per l’accesso all’attività on line non è necessaria alcuna autorizzazione preventiva, fatto salvo per i divieti imposti da altre normative, il merchant dovrà, però, assicurarsi di aver reso ogni informazione sulla propria attività in maniera chiara ed inequivocabile e dovrà predisporre il suo sito internet indicando nel footer in modo diretto e permanente le seguenti informazioni: – i dati societari (P.IVA, iscrizione REA, Sede legale) con gli estremi dei contatti; – i mezzi di pagamento utilizzati; – link a CGV, Privacy e Cookie Policy; – link al Diritto di recesso, Garanzie legale, Consegna e limitazioni, controversie.
Oltre a tali informazioni l’imprenditore è tenuto a dotare il proprio e-commerce di diverse comunicazioni commerciali, in particolare il merchant dovrà fornire per ogni prodotto in vendita sul proprio sito una scheda prodotto la quale descriva il prodotto ed indichi il prezzo di riferimento, nel caso sia in corso uno sconto l’AGCM ritiene sia best practice indicare, quindi, il prezzo iniziale, il prezzo scontato e la percentuale di sconto applicata. Dovranno, inoltre, essere inseriti nella scheda prodotto i link alle condizioni Generali di vendita.
Nel caso poi l’e-commerce sia riferito unicamente all’ambito B2C è il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) unitamente al già citato decreto sul commercio elettronico a tutelare il contraente “debole” e allo stesso tempo ad imporre all’imprenditore online obblighi informativi e limiti contrattuali.
La vendita online è assoggetta alla disciplina del “contratto a distanza” che comprende anche l’attività svolta tramite posta, telefono o fax. In particolare, l’Art. 49 del Codice del Consumo, prevede che, prima che il consumatore sia effettivamente vincolato contrattualmente, si debbano indicare determinate informazioni, tra le quali le più importanti sono: – identità del professionista; – l’esistenza di codici di condotta; – le modalità di pagamento, di consegna ed esecuzione; – il diritto di recesso, le condizioni, i termini e le procedure per esercitare tale diritto e, nel caso, non sia previsto il diritto di recesso, l’informazione che il consumatore non potrà beneficiare di tale diritto o, se del caso, le circostanze in cui il consumatore perde il diritto di recesso; – la garanzia legale di conformità per i beni; – il costumer care; – il meccanismo extra-giudiziale di reclamo cui il merchant è soggetto e le condizioni per accedervi.
Una volta adeguata la propria piattaforma e-commerce circa le informazioni e le comunicazioni da fornire al consumatore, sarà necessario per l’imprenditore approfondire gli aspetti contrattuali inseriti all’interno delle Condizioni Generali di vendita.
Anche in questo caso sarà opportuno che il merchant, assistito dal proprio legale valuti sulla base della propria tipologia di prodotto, i vari aspetti contrattuali della vendita, dalla conclusione del contratto, alle clausole vessatorie (vd.https://www.bd-legal.it/conclusione-contratto-telematico-clausole-vessatorie/ ) ai resi e al diritto di recesso.

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